L'Intelligenza Artificiale e la Terza Età: Un Ponte tra Compagnia, Autonomia e Nuove Prospettive

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L'Intelligenza Artificiale e la Terza Età: Un Ponte tra Compagnia, Autonomia e Nuove Prospettive


L'invecchiamento della popolazione è una tendenza globale inarrestabile: si stima che entro il 2050 il numero di persone con almeno 65 anni raddoppierà, superando gli 1,6 miliardi a livello mondiale.

In Italia, nei prossimi vent'anni, si prevede che dieci milioni di persone vivranno da sole, quasi una persona su cinque. Questo scenario, aggravato da una diminuzione della popolazione in età lavorativa e da una crescente solitudine, solleva importanti sfide sociali, economiche e sanitarie.

Tuttavia, l'Intelligenza Artificiale (AI) sta emergendo come uno strumento rivoluzionario in grado di migliorare significativamente la qualità della vita degli anziani, offrendo soluzioni concrete per affrontare le sfide quotidiane, pur mantenendo cruciali le interazioni umane.

1. L'AI come Supporto Quotidiano per Compagnia e Autonomia

Gli assistenti vocali e i robot di compagnia stanno diventando sempre più popolari e rappresentano per gli anziani molto più di semplici gadget tecnologici. Questi dispositivi intelligenti possono alleviare la solitudine, stimolare nuove attività e aiutare chi vive solo a rimanere autonomo e attivo. Uno studio ha rilevato che 3 persone su 4 hanno migliorato il loro benessere generale, emotivo e relazionale grazie all'uso di assistenti vocali.

Per la Compagnia e il Benessere Emotivo:

La solitudine è una condizione che affligge molti anziani. Gli assistenti vocali avanzati e i robot di compagnia sono progettati per instaurare vere e proprie conversazioni, chiedendo come ci si sente, suggerendo attività, ricordando eventi importanti e persino raccontando barzellette per sollevare l'umore. Alcuni robot, come ElliQ, sono stati progettati appositamente per e con gli anziani per stimolarli a livello fisico e mentale, proponendo attività e mantenendoli in contatto con i propri cari tramite videochiamate. Persino gli animali domestici robotici possono offrire comfort e interazione, simulando il comportamento di veri animali senza richiederne le cure, un impatto positivo per stimolare emozioni e ridurre l'ansia, specialmente per chi soffre di demenza o altre malattie cognitive.

Per la Salute e il Monitoraggio Quotidiano:

L'AI riveste un ruolo cruciale nella gestione della salute degli anziani.

Per la Stimolazione Cognitiva e le Attività:

L'AI è essenziale per mantenere la mente attiva e prevenire il declino cognitivo.

  • Giochi e Attività Interattive: Assistenti vocali e app come Lumosity o Jigsaw Puzzle offrono quiz, puzzle e giochi di memoria per allenare le capacità mentali.
  • Intrattenimento e Cultura: L'AI offre musica, audiolibri (Audible, Kindle), storie e notizie..
  • Riscoperta di Passioni e Hobby: L'AI può suggerire nuovi hobby basati su interessi passati o presenti, come l'apprendimento di lingue o corsi di scrittura creativa..

Per la Facilitazione della Vita Quotidiana e l'Autonomia:

Gli assistenti vocali possono intrattenere, facilitare attività quotidiane e avviare videochiamate. Permettono di controllare luci, tapparelle o termostato in case domotiche con un semplice comando. Possono aiutare a fare la lista della spesa e ordinarla online, o dettare ricette in cucina. Dispositivi come Sentai usano l'AI per fornire promemoria discreti e compagnia, garantendo tranquillità ai caregiver senza essere invasivi per l'anziano.

2. Intelligenza Artificiale a Confronto: Assistenti Vocali e Robot Socialmente Assistivi

gnali emotivi tramite analisi facciale, vocale e dei movimenti corporei.

NAO, ad esempio, è un robot umanoide di 58 cm di altezza, versatile per ricerca e assistenza, con capacità avanzate di riconoscimento vocale e visivo, e la capacità di adattare il comportamento in base allo stato emotivo dell'utente. Ha mostrato benefici significativi nel migliorare il coinvolgimento in attività cognitive, le funzioni esecutive e la memoria, agendo come "allenatore" e riducendo l'ansia nei pazienti con Mild Cognitive Impairment (MCI).

 

3. Le Ombre dell'AI: Considerazioni Etiche e Limiti

Nonostante i numerosi benefici, l'evoluzione dell'AI e della robotica nella terza età solleva importanti questioni etiche e sociali che richiedono una riflessione critica.

  • La Sostituzione delle Relazioni Umane: Uno dei timori più grandi è che l'AI possa diventare un surrogato delle vere relazioni umane, portando a isolamento sociale anziché alleviarlo. Monsignor Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha sottolineato come "la relazione, l'abbraccio, l'amore e i sentimenti possono solo essere umani" e che la tecnologia, per quanto utile, non deve sostituire il contatto umano autentico.
  • Privacy e Sicurezza dei Dati: I robot assistivi raccolgono dati sensibili sugli stati emotivi e comportamentali degli utenti. È fondamentale che questi dati siano gestiti in modo sicuro e che vi sia trasparenza su come vengono raccolti, archiviati e utilizzati, rispettando normative come il GDPR .
  • L'Uncanny Valley: Un robot troppo simile all'uomo, ma con dettagli impercettibilmente innaturali, può generare disagio o "inquietudine" (l'effetto Uncanny Valley).
  • Mancanza di Considerazione nella Ricerca: Si evidenzia come gli anziani, pur essendo la maggior parte degli utilizzatori di farmaci e servizi, siano spesso esclusi dai percorsi di sperimentazione clinica e dall'autorizzazione dei farmaci, tipicamente testati su persone tra i 20 e i 50 anni. Questo vale anche per lo sviluppo di nuove tecnologie, spesso non "progettate per loro" o sulle loro specifiche esigenze.

4. L'AI nella Geriatria del Futuro: Tra Medicina Personalizzata e "Allenatori di Vita"

L'Intelligenza Artificiale è destinata a trasformare radicalmente l'assistenza sanitaria per gli anziani, portando alla "medicina di alta definizione" (High-Definition Medicine). Progetti come l'I-COMET, con un budget di 5 milioni di euro, mirano a creare una piattaforma IT condivisa tra gli IRCCS della Rete Ageing per applicare tecniche di AI e identificare modelli predittivi di longevità, invecchiamento attivo e personalizzazione delle cure.

L'AI può anche agire come un vero e proprio "allenatore di vita". Il sottoscritto, pur essendo in pensione, sottolineo il potenziale dell'AI per superare la noia e riscoprire le passioni nella terza età. Invece di concentrarsi solo sugli aspetti tecnologici complessi, l'AI può essere presentata come un "life coach" personalizzato, capace di:

  • Suggerire attività e hobby: basate su interessi passati o presenti, come l'apprendimento di lingue o la musica..
  • Promuovere l'apprendimento continuo: attraverso piattaforme AI per aggiornamenti tecnologici o riscoperta di materie accademiche..
  • Favorire la socializzazione: suggerendo attività sociali locali o connettendo anziani con interessi simili..
  • Prevenire la noia: fornendo strategie concrete e strumenti AI per strutturare la giornata e trovare nuovi scopi..

Io vedo l'AI anche come uno strumento per "riversare le mie esperienze a vantaggio di chi ne possa essere interessato", trasformando la saggezza di una vita in prodotti digitali o servizi scalabili. Questo può spaziare dalla creazione di "prodotti di saggezza" (e-book, corsi) all'uso dell'AI per il "personal branding del pensionato", posizionandosi come esperto.

5. Verso un Nuovo Umanesimo Digitale

L'intelligenza artificiale non è la risposta all'inverno demografico, ma rappresenta un pezzo importante per affrontare la sfida dell'invecchiamento. È fondamentale sviluppare l'AI in modo saggio, dirigendola verso un "nuovo umanesimo planetario". Ciò significa riconoscere il valore inestimabile dell'affetto umano e delle relazioni sociali, che l'AI non deve e non può sostituire, ma solo integrare e potenziare.

La "algoretica", ovvero l'etica degli algoritmi, presuppone che sia l'uomo a guidare gli strumenti di intelligenza artificiale nei processi decisionali, specialmente in campo medico e di cura. La Rome Call for AI Ethics, un'iniziativa promossa dalla Pontificia Accademia per la Vita, mira a promuovere uno sviluppo etico dell'AI, sottolineando che l'umanesimo deve avere preminenza su tutte le tecnologie.

In conclusione, l'Intelligenza Artificiale offre opportunità senza precedenti per migliorare la vita degli anziani, contrastando la solitudine, supportando la salute e stimolando la mente. La chiave del successo risiede nella nostra capacità di sviluppare e integrare queste tecnologie con saggezza, garantendo che rimangano complementari e non sostitutive delle insostituibili relazioni umane.


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